Vacanze Romene

E se ti dicessi “Romania”, cosa ti verrebbe in mente?

Non mentire, so bene che hai subito pensato alla badante di tua nonna. In fin dei conti non c’è nulla di male, quasi nessuno sa niente di questo strano paese, natale di camionisti e tagliagole. Io stesso ammetto la mia ignoranza in materia, nella mia testa quella zona d’Europa era un enorme agglomerato di paesi tra cui è facile confondere le capitali e che parlano la stessa lingua.

Per cercare di recuperare la situazione ho pensato che la prima cosa da fare fosse prenotare un volo per Bucarest (che pare a questo punto non essere la capitale dell’Ungheria) e toccare con mano queste terre che gli antichi erano soliti chiamare DACIA.

 

PREMESSA: gli errori e/o inesattezze che troverete sono dovuti alla precaria condizione di salute in cui vertevo: un paio di giorni prima di partire mi sono ammalato e per non dover annullare tutto mi hanno somministrato antibiotici e antinfiammatori (per raffreddore e mal di gola) da aggiungere ad antistaminici e cortisonici (per combattere l’allergia a pollini e graminacee). In pratica ero in coma farmacologico quasi cosciente ed il mondo è bellissimo visto da quassù.

 

Io ed i 2 arditi incursori con i quali ho condiviso l’esperienza atterriamo a Bucarest intorno alle ore 10.00 A.M., ci rechiamo nella zona delle navette in partenza verso il centro e acquistiamo un biglietto, valido per tre persone.

Ora, immaginati di essere sull’autobus, hai in mano un biglietto valido per tre persone e davanti a te un’obliteratrice. Cosa fai? Io, per non saper ne leggere ne scrivere, oblitero.

Purtroppo per noi non è quello che avrebbe fatto il controllore, il quale asserisce che il biglietto è da timbrare tante volte quante sono i passeggeri. Omettendo la pietosa scena in cui lo prego di non multarmi, tiro in ballo figli da mantenere e cerco di convincerlo della nostra buona fede, davvero si possono prendere le multe in Romania?? Chissà dove andremo a finire..

Scendiamo alla fermata di Gara de Nord, la stazione centrale di Bucarest. In pratica è una versione più piccola, più sporca e più brutta di quella di Milano, ma invece dei magrebini ci sono i rom.

Dopo un Big Mac ed una birretta partiamo a piedi alla volta del nostro ostello, sistemiamo le nostre cose e procediamo con la prima presa di contatto incamminandoci verso il centro.

Seguendo il navigatore ci troviamo ad attraversare un grazioso parco (trattasi nello specifico di Parcul Cismigiu) dove ci sono carrelli di zucchero filato e giostre, bambini che giocano nei prati, coppie che passeggiano con i cani e aiuole colorate e fiorite. Non ci sono però ne risse con i coltelli ne ubriachi che vomitano nel laghetto e ciò mi turba parecchio.. Queste cose non dovrebbero non succedere in posti come questo!

palazzo del parlamento

Continuando la passeggiata troviamo una città attiva e vivace, nella quale si alternano ristoranti affollati a palazzi disabitati da decenni o in rovina ad edifici storici o chiese ortodosse; è un panorama urbano che adoro, guardandolo dall’esterno, ma che testimonia un passato turbolento e per nulla remoto, che ancora non è stato sanato.

Nonostante Bucarest sia piuttosto piccola, non esiste un centro storico vero e proprio, tutto è disposto più o meno a caso in giro per la città. Per fortuna ci sono metro e autobus che rendono facili e veloci gli spostamenti, lasciandoti più tempo per sbronzarti; dopo esserci sbattuti fin quaggiù però ci tocca anche vedere qualcosa, quindi se non ci sono obiezioni fare un piccolo punto della situazione sui principali luoghi di interesse.

Partiamo dal Palazzo del Parlamento, un enorme casermone composto da tanti parallelepipedi grigi con un un sacco di finestre; è uno degli edifici più brutti e più grossi che abbia mai visto, più ti allontani più sembra grosso. Ah, dentro al Palazzo del Parlamento c’è il parlamento di Romania.

Altro evergreen delle vacanze romene è la Chiesa Patriarcale, che insieme alla residenza patriarcale, il palazzo patriarcale ed altre cose patriarcali, costituisce in pratica il quartier generale del big boss della chiesa romena.

Enjoy dispenser dell’acqua santa

Tutte queste cose da vedere fanno però venire una gran sete, quindi il passo successivo è andare in zona Lipscani, in pratica è come andare a Riccione ma quasi nessuno parla in Romagnolo. Qui c’è un’ampia varietà di tutto ciò che di bello esiste al mondo: kebabbari, irish pub, ristoranti, club e tizi che ti propongono massaggi chiarendo bene che è previsto l’happy ending.

Tutte queste fantastiche esperienze sono accomunate da un unico minimo comune denominatore: SI BEVE DI MERDA.

 

 

Ebbene si, ovunque tu vada troverai solo la fottutissima Ciuc, la fottutissima Silva e la fottutissima Silva scura.

Stupidi paesi del terzo mondo…

 

 

 

 

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2 comments on “Vacanze RomeneAdd yours →

  1. Ah ma quindi Bucarest non è la capitale dell’Ungheria?? No, dai scherzo! O forse no. Ma forse si. Vabbé…
    No sono mai stata nell’Europa dell’est..non so il perché! Mi hai fatto ridere..come sempre! Ma se ti dicessi che sono vegetariana e non bevo forse rideresti anche tu..

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