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DEGUSTAZIONI DI VINO COME SCUSA ALL’ALCOLISMO #3 CONEGLIANO – VALDOBBIADENE

Tutto il pianeta stava aspettando con ansia il terzo episodio della speciale rubrica “Degustazioni Di Vino Come Scusa all’Alcolismo”.
Eccolo.

Fighetti in Piazza Fontanesi con le bikkembergs, donne d’affari lesbiche, barboni dentro ai cassonetti, mio nonno al pranzo di Natale. Tutto il mondo adora sorseggiare un calice di Prosecco rigenerante dopo una lunga giornata di stress e di stenti. Eppure con tutta probabilità tutto ciò non sarebbe stato possibile se non per una sottile striscia di terra tra i paeselli di Conegliano e Valdobbiadene in provincia di Treviso, dove il nostro amato è stato inventato.

Ebbene si, i veneti sanno fare anche il vino oltre che bestemmiare, votare per Salvini, avere un accento strano e molesto ed essere antipatici; naturalmente non è mia intenzione generalizzare, alcuni il vino non lo sanno mica fare.

Che poi oltre al Prosecco l’altra cosa bella del Veneto è il luogo in cui esso viene prodotto: colline stracolme di vitigni che strabordano fuori da ogni dove, sopra e sotto terrazzamenti ed ai lati della strada. Ok lo riconosco, se dovessi stilare una classifica con i posti più fighi d’Italia Valdobbiadene si piazzerebbe nella TOP 10.

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Al centro di tutto ciò c’è una piccola zona collinare e scoscesa di un centinaio di ettari o poco più, chiamata Cartizze.

Qui, un po’ per l’esposizione al sole, un po’ per il terreno vario e drenante, un po’ per la pendenza, un po’ per questo presunto microclima che si è venuto a creare ed un po’ per tante altre cose che non so, pare che le viti producano un’uva di qualità nettamente superiore e con un alto residuo zuccherino, che la rende perfetta sopratutto per la produzione del Prosecco Dry ed Extra Dry.
Vi interessa conoscere il mio saggio parere sull’argomento? E’ uguale a tutti gli altri ma costa il doppio, quindi da evitare come la peste. Ma d’altra parte cosa ne posso capire io che non riesco a distinguere il Dom Perignon dalla Fanta. Che poi in realtà il Dom non l’ho nemmeno mai sentito perché sono troppo povero.

Accantonata la lezione di geografia passiamo al vinello, che è poi la cosa più importante.

In realtà il Prosecco DOC viene prodotto in una zona infinitamente più grande di quella sopra descritta, che comprende quasi tutto il Veneto e addirittura una buona parte del Friuli, oltre che alcune zone di Lombardia e Piemonte.
Quello prodotto nella zona tra Valdobbiadene e Conegliano è infatti Prosecco DOCG, titolo attribuito solo a vini “storici” e quindi sottostante a normative e regole di produzione molto più restrittive.
Il prezzo, come la qualità, è chiaramente maggiore ma penso sia un prezzo comunque lecito per un vinello di palese qualità.
La prova? se vi svegliate senza mal di testa è vino buono (che poi magari se vi svegliate con il mal di testa dopo aver bevuto 16 bottiglie c’è il caso che sia buono lo stesso).

Prima di una spedizione in Valdobbiadene è importante sapere che lo spumante Prosecco viene prodotto in 4 tipologie principali, differenziate l’una dall’altra dalla quantità di residuo zuccherino, in sostanza da quanto sto vino è dolce.
In ordine dal più secco al più amabile troviamo il BRUT, l’EXTRA DRY, il DRY ed infine il DEMI-SEC, che per comodità chiameremo “la brodaglia schifosa e zuccherosa”.
I grammi di zucchero presenti in ognuna di queste tipologie li andate poi a vedere su Wikipedia, tanto non me li ricordo e li avrei comunque copiati da li pure io.

Questo è tutto ciò che c’è da sapere, non rimane altro che partire e cimentarsi nell’esperimento del mal di testa, in nome della scienza.

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