Degustazioni di vino come scusa all’alcolismo #2 Chianti

L’esplorazione delle più importanti aree enologiche italiane continua, dopo una mia imperdonabile latitanza, con una tappa tanto fondamentale quanto dolorosa da portare a termine, ovvero la terra del Chianti.

Girovagare tra i suggestivi colli e le cittadine arroccate tra i monti è un’esperienza obbligatoria, sopratutto se inebriati da qualche ettolitro di fermone rosso.

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Essendo il Chianti il tema centrale del post , adesso sarebbe il momento di consigliare qualche cantina rinomata in cui andare, d’alta parte ce ne sono così tante che non dovrebbe certo essere un problema… Ci sarà bene un motivo se tedeschi, olandesi, congolesi e telecinesi vengono fin qui solo per comprarne.

Naturalmente però l’unico vino il cui solo pensiero mi mette ribrezzo è proprio il Chianti. Ho provato a non schifarlo in 3 cantine diverse, ho provato il classico, ho provato le riserve e ho provato a nasconderlo in un cucchiaio di zucchero ma niente.. Più il prezzo della bottiglia aumenta più mi ricorda un impasto di petrolio e farina. In compenso sulla via del ritorno ci siamo fermati ad un ristorante per camionisti che ci ha servito una caraffa di vino alla spina, era davvero una bomba.

Vino a parte, le attività ricreative in zona sono tantissime e tutte se misura di turista tedesco. Per esempio, già che ti trovi tra gli incantevoli colli senesi, perchè non fare una rapida virata a San Gimignano, farsi estorcere 15€ per il parcheggio e 5€ per il caffè prima di proseguire per la tua strada? O ancora, chi non ha sempre sognato di salire sulle mura di Monteriggioni godendo del panorama mozzafiato che offrono i colli toscani (naturalmente pagando un lauto pedaggio)?

In realtà i posti da vedere e le cose da fare sarebbero tantissime, ci vorrebbe una settimana di tempo libero. In più mi risulta che Chianti e fiorentina siano un antico rimedio naturale contro l’anemia

 

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