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Arte ed intelletto a Barcellona

Un triste ed uggioso inverno di qualche anno fa, penso fosse il 2013, decidemmo di prendere un aereo diretto a Barcellona.

C’eravamo già stati qualche estate prima, ma con lo stato mentale sbagliato; d’altro canto eravamo giovani, avvenenti e pieni di energie, più interessati alla vita mondana che alla cultura e al viaggio inteso come accrescimento personale. All’epoca la maggior parte del nostro interesse era rivolta ai magrebini che vendevano lattine di birra nascoste nei tombini o, al massimo, al barman gigante e nero che faceva i mojito in una specie di favela accanto al nostro hotel.

Ma questo Boeing 737 irlandese (con partenza di venerdì alle 21.00 e ritorno di domenica alle 6.00) sarebbe stato la  nostra occasione di riscatto: 33 intensissime ore a nostra disposizione, da sfruttare a nostro piacimento.

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Generalmente non sono molto bravo a seguire i programmi, un po’ perché mi piace dormire e un po’ perché finisce sempre che mi sbronzo e alla mattina rimango a letto fino a mezzogiorno.  Questa volta però sentivamo di poter seguire un itinerario, in fondo dovevamo ottimizzare i tempi se volevamo tornare a casa più colti e più saggi.

La prima tappa, dopo aver appoggiato gli zaini in hotel, sarebbe stata una cena al Can Culleretes, il più antico ristorante della città, anche se probabilmente situato nella zona con il più alto tasso di criminalità al mondo. Assassini e terroristi permettendo, qui troverete la versione iberica della mia nonna, che preparerà squisiti manicaretti e magari vi dirà anche che vi vede magri e che dovreste mangiare di più.

Sazi e felice ci aspettava una notte di baldoria al Razzmatazz, la discoteca più super cazzuta della storia e teatro in passato di trascorsi impietosi, sperando in una delle celebri serate Drum&Bass.

L’importante sarebbe stato però usare moderazione e testa, perchè “Raga, dobbiamo svegliarci presto se vogliamo vedere tutto, non siamo venuti qui per dormire”. Infatti i giri da fare al sabato non erano certo pochi: c’era da vedere la sagrada familia (la volta precedente l’abbiamo bypassata in favore del Maremagnum, credo), il parco della cittadella, il MACBA magari! In più per finire la giornata avevamo sentito di aperitivi organizzati dentro casa Batllo. Dentro casa Batllo! Che fottutissima figata è?? In quanti possono dire di aver sorseggiato un drink dentro casa Batllo???

Come era prevedibile, non noi.

Appena arrivati, mentre portavamo in camera gli zaini, abbiamo notato la presenza di un cannabis club proprio nello stesso stabile dell’hotel.

Siamo entrati per curiosità e siamo usciti 3 ore prima del volo di ritorno.

Devo ancora entrare in quella fottutissima Sagrada Familia.

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